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Queen of Camelot
01
lucre_noin wrote in kai_library
Mi odi ma è tutta invidia (perché sono più bella di te)

Queen of Camelot inizia con furore.
Ecco in breve la trama con qualche spoiler.
La giovane Ginevra nasce provocando così la morte della madre Elen e viene allevata solamente dal padre che la adora e la lascia libera come se fosse un ragazzo. Successivamente il padre muore e Ginevra viene adottata da Pellinore e diventa amica della figlia Elaine che è gelosa della sua bellezza e del fatto che su di lei una strega ha fatto una potente profezia: Diverrà la donna più potente ed importante di tutte.
Il resto della storia la conosciamo. Quasi per un caso, Artù decide di prendere Ginevra in moglie, dopo la morte della prima moglie, portando Elaine, follemente innamorata di Artù, ad odiare Ginevra stessa.
Ma Artù non può giungere a portare la donna a Camelot e manda il fidato Lancillotto, uomo che molto tempo prima aveva inviato a Ginevra, su richiesta di Pellinore, un bellissimo cavallo. Tra Ginevra e Lancillotto è subito amore.
Ginevra però sposa Artù e subito si innamora di lui ed il re, un uomo gentile e d'onore, che sa dell'affetto tra Ginevra e Lancillotto e prova pena per loro, ma li ama così tanto che sa che i due non lo tradirebbero mai ed è così.
Il libro è in prima persona, dal punto di vista di Ginevra, e passa dal suo matrimonio al suo avanzare come donna sicura di sé. Tra i vari eventi raccontati ci sono il duello di Acclon ed Artù ordito da Morgana, la crudele Morgause e la storia con Lamorak, il rapimento di Melwas, una feroce lotta tra cristianesimo e paganesimo.

Ma passiamo alle mie opinioni.

Una Ginevra oscillante, da vittimista a donna di mondo.
Questo è un bel libro. Come ho detto, inizia con furore, dipingendoci una Ginevra diversa da ciò che ci aspettiamo. E' una Ginevra un po' timida, ma assolutamente sicura di cosa vuole dalla vita e non vuole divenire una moglie o una regina. Tra i difetti però c'è anche il fatto che il suo personaggio sembra oscillare tra un'improvvisa debolezza ed una forza di carattere che non credo siano dipinte molto bene. Ma potrebbe essere solo una mia impressione poiché essendo il libro in prima persona ci parla solo di lei.
I personaggi secondari inoltre sono dipinti splendidamente. Piano, solo se sono i "buoni".
Abbiamo uno dei miglior Artù che io abbia mai letto. E' gentile, è consapevole di ciò che gli accade intorno, combatte, lo vediamo battersi a duello, e scherza volentieri. E' così affascinante che nella lettura mi sono chiesta come facesse Ginevra ad amare più Lancillotto di lui. Ma anche Lancillotto è descritto a tutto tondo, penso che sia il personaggio più umano di tutti, così umano che notiamo bene i suoi difetti (tra cui la fin troppo zelante religiosità cristiana). Sempre tra i personaggi cosiddetti "buoni" abbiamo Mordred e Bedivere. Bedivere ci appare qui in tutta la sua interezza e non come capita spesso come solo un'ombra del personaggio Lancillotto. Qui invece ha un carattere proprio, è gentile, è un grande amico di Kay ed è un abile compositore di canzoni.
Mordred è, come lo conosciamo, il figlio di Morgause e Artù ed è freddo, ma solo all'esterno. Il Mordred di Queen of Camelot si discosta dal crudele ragazzo traditore che molti libri ci dipingono.
Questo Mordred è molto intelligente, viene profondamente amato da Artù e lo adora come il migliore dei figli potrebbe amare il migliore dei padri, è anche innamorato della regina, riprendendo la vecchia tradizione di Monmouth.
Ma ora passiamo ai difetti del libro e per parlarne passiamo anche ai personaggi "cattivi".
Il libro segue una binarità completa: abbiamo i buoni che amano tutti Ginevra, la adorano e le vogliono bene e sono dipinti con caratteristiche positive (anche se qualche difetto) e poi abbiamo i cattivi, che sono nemici di Ginevra e sono dei completi bastardi.
Abbiamo Morgause, terribile sorellastra di Artù, incestuosa, manipolatrice, odia il fratellastro al punto di sedurre il proprio figlio Gaheris per distruggerlo. Ha amanti da tutte le parti e persino i suoi figli la sopportano poco. E Morgana, perfida, malvagia, ingannatrice e con anche lei un bell'amante buttato lì, odiata dal marito Urien, e ben disposta a sbarazzarsi della figlioletta Morgaine quando questa, dopo essere stata violentata, ha più bisogno di lei.
Ed ancora, Elaine, vanitosa, capricciosa che giace con Lancillotto attraverso un inganno solo per vendicarsi contro Ginevra (e poi se lo sposa) e che mette contro Lancillotto e Ginevra il figlioletto Galahad, anche lui insopportabile e saccente.
Non c'è nemmeno un personaggio che abbia una dignità di caratteristiche positive e negative (forse a parte la madre di Elaine) e che non vada d'accordo con Ginevra. Ci troviamo di fronte ad una netta dualità, come ho detto.
E quindi a volte il libro cade nel tipico "sono bella e tutti mi amano, ma i cattivi mi odiano perché sono troppo buona".
In generale il personaggio di Ginevra è molto intelligente (ho adorato la parte in cui si occupa delle truppe di Costantino) ed ha anche uno splendido rapporto con Artù (che non tradisce mai) e con Mordred.

Mary Stewart avrebbe approvato?
Prima di chiudere parlerò solo di un altro difetto. Ho trovato al parte finale del libro, quella che tratta della morte di Morgause e di Agravaine e company che trovano Lancillotto e Ginevra assieme, troppo simile a quella de Il giorno Fatale (Mary Stewart). Come nel Giorno Fatale abbiamo un Mordred di cui Artù si fida, abbiamo un Artù che lascia Mordred come reggente, abbiamo un Mordred che per evitare la profezia è pronto ad uccidersi, un Agravaine terribile che scopre Lancillotto e Ginevra che leggono assieme una lettera, Mordred che non partecipa alla retata ma viene coinvolto mentre tenta di fermarla, Mordred che spia sui giovani cavalieri e così via. Questa cosa non mi è piaciuta, anche perché il libro è stato scritto molto dopo quello di Mary Stewart.

In ogni caso, per finire, trovo che sia stata una lettura molto piacevole. I fatti si succedono velocemente senza lasciar spazio a troppo sentimentalismi ed a parte qualche difettuccio Ginevra si rivela un ottimo personaggio, né troppo debole né troppo "maschiaccio".
Inoltre vale la pena di leggerlo anche solo per Bedivere ed Artù.

Pagurometro


3/5

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