November 6th, 2010

08

Re per sempre

Arthur in New York New York

Il primo libro della serie (e purtroppo l'unico tradotto in italiano) tratta di un agente dell'FBI, Hal, che è tormentato dagli incubi del suo ultimo caso finito con la morte di un bambino, dopo il quale ha deciso di affogarsi nell'alcool. Contemporaneamente il giovane Arthur, con la zia-madre adottiva Emily, trova una strana coppa calda al tocco e che cura ogni ferita. Ancora, in un manicomio in Inghilterra, Le vicende dei tre proseguono fino a congiungersi.
Hal, per caso, finirà proprio in Inghilterra dove incontrerà il signor Taliesin che lo porterà ad una proprietà in cui si dice ci fosse l'antica Camelot. Proprio quell'antico rudere è stato da poco ereditato da Arthur che ora è in fuga con la zia perché gli uomini di Saladin stanno tentando a tutti i costi di recuperare il calice.
La storia è affascinante.

Un Graal razionalmente spiegato.
Non posso posso parlare della storia del Graal altrimenti vi anticiperei troppo, ma lasciate che vi dica che questo è il primo libro che mi dipinge una storia dal suo ritrovamento/nascita fino a re Artù. Razionalmente (con le regole dei fantasy) il Graal assume un'atmosfera ben più inquietante della coppa cristiana (ma passa anche per le mani di Cristo) e diventa quindi un oggetto proveniente dal cielo ai tempi dei babilonesi e capace di guarire e dare l'immortalità.

Amando tutti quanti.
I personaggi sono meravigliosi. Hal, che in realtà altri non è che Galahad reincarnato, è l'Hal di tutti noi. Un uomo disilluso e completamente perso, pieno di amarezza ed in cerca di qualcosa che non sa definire.
Anche Arthur, reincarnazione di re Artù, è un bambino a tutto tondo, con il carattere di un bambino ma anche la scintilla di gravità che probabilmente gli apparteneva da re. Merlino (alias Taliesin) è un vecchio mago che tenta di fare la cosa giusta, ma anche lui, come Saladin, è attirato dal potere del Graal.
Non ci sono personaggi piatti, sono tutti molto vivi, tutti fanno quello che possono e non sempre è la cosa giusta perché non ci sono risposte corrette.
Saladin è un cattivo per eccellenza. E con questo non intendo che è uno dei tipici cattivi senza spessore, anzi, è probabilmente un personaggio che non si riesce ad odiare per quanto crudele sia, perché ha dei motivi, hai dei tormenti e forse non lo si può approvare, ma lo si può almeno in parte comprendere.
Stranamente, essendo io un'amante di Galahad, il mio personaggio preferito non è Hal (anche se ci va vicino) ma Emily.
Emily Blessing è la zia di Arthur e donna che deve occuparsi del bimbo ed è quindi costretta a lasciare la sua brillante carriera di ricercatrice chimica. Forse è perché come scienziata mi sento affine a lei, ma la capisco perfettamente. E capisco il suo umanissimo bisogno di razionalizzare e di voler a tutti i costi apparire brutta. La adoro.

E l'unico difetto.
L'unico difetto che, a parer mio, possiede il libro è il fatto di essere un'introduzione. Il libro in sé è una bella storia ma si vede perfettamente che è stata scritta con l'intento di dover leggere un seguito cosa che non si può fare se non comprandolo in inglese da amazon.
In ogni caso gli do un ottimo voto.

Pagurometro
 
01

Queen of Camelot

Mi odi ma è tutta invidia (perché sono più bella di te)

Queen of Camelot inizia con furore.
Ecco in breve la trama con qualche spoiler.
La giovane Ginevra nasce provocando così la morte della madre Elen e viene allevata solamente dal padre che la adora e la lascia libera come se fosse un ragazzo. Successivamente il padre muore e Ginevra viene adottata da Pellinore e diventa amica della figlia Elaine che è gelosa della sua bellezza e del fatto che su di lei una strega ha fatto una potente profezia: Diverrà la donna più potente ed importante di tutte.
Il resto della storia la conosciamo. Quasi per un caso, Artù decide di prendere Ginevra in moglie, dopo la morte della prima moglie, portando Elaine, follemente innamorata di Artù, ad odiare Ginevra stessa.
Ma Artù non può giungere a portare la donna a Camelot e manda il fidato Lancillotto, uomo che molto tempo prima aveva inviato a Ginevra, su richiesta di Pellinore, un bellissimo cavallo. Tra Ginevra e Lancillotto è subito amore.
Ginevra però sposa Artù e subito si innamora di lui ed il re, un uomo gentile e d'onore, che sa dell'affetto tra Ginevra e Lancillotto e prova pena per loro, ma li ama così tanto che sa che i due non lo tradirebbero mai ed è così.
Il libro è in prima persona, dal punto di vista di Ginevra, e passa dal suo matrimonio al suo avanzare come donna sicura di sé. Tra i vari eventi raccontati ci sono il duello di Acclon ed Artù ordito da Morgana, la crudele Morgause e la storia con Lamorak, il rapimento di Melwas, una feroce lotta tra cristianesimo e paganesimo.

Ma passiamo alle mie opinioni.

Una Ginevra oscillante, da vittimista a donna di mondo.
Questo è un bel libro. Come ho detto, inizia con furore, dipingendoci una Ginevra diversa da ciò che ci aspettiamo. E' una Ginevra un po' timida, ma assolutamente sicura di cosa vuole dalla vita e non vuole divenire una moglie o una regina. Tra i difetti però c'è anche il fatto che il suo personaggio sembra oscillare tra un'improvvisa debolezza ed una forza di carattere che non credo siano dipinte molto bene. Ma potrebbe essere solo una mia impressione poiché essendo il libro in prima persona ci parla solo di lei.
I personaggi secondari inoltre sono dipinti splendidamente. Piano, solo se sono i "buoni".
Abbiamo uno dei miglior Artù che io abbia mai letto. E' gentile, è consapevole di ciò che gli accade intorno, combatte, lo vediamo battersi a duello, e scherza volentieri. E' così affascinante che nella lettura mi sono chiesta come facesse Ginevra ad amare più Lancillotto di lui. Ma anche Lancillotto è descritto a tutto tondo, penso che sia il personaggio più umano di tutti, così umano che notiamo bene i suoi difetti (tra cui la fin troppo zelante religiosità cristiana). Sempre tra i personaggi cosiddetti "buoni" abbiamo Mordred e Bedivere. Bedivere ci appare qui in tutta la sua interezza e non come capita spesso come solo un'ombra del personaggio Lancillotto. Qui invece ha un carattere proprio, è gentile, è un grande amico di Kay ed è un abile compositore di canzoni.
Mordred è, come lo conosciamo, il figlio di Morgause e Artù ed è freddo, ma solo all'esterno. Il Mordred di Queen of Camelot si discosta dal crudele ragazzo traditore che molti libri ci dipingono.
Questo Mordred è molto intelligente, viene profondamente amato da Artù e lo adora come il migliore dei figli potrebbe amare il migliore dei padri, è anche innamorato della regina, riprendendo la vecchia tradizione di Monmouth.
Ma ora passiamo ai difetti del libro e per parlarne passiamo anche ai personaggi "cattivi".
Il libro segue una binarità completa: abbiamo i buoni che amano tutti Ginevra, la adorano e le vogliono bene e sono dipinti con caratteristiche positive (anche se qualche difetto) e poi abbiamo i cattivi, che sono nemici di Ginevra e sono dei completi bastardi.
Abbiamo Morgause, terribile sorellastra di Artù, incestuosa, manipolatrice, odia il fratellastro al punto di sedurre il proprio figlio Gaheris per distruggerlo. Ha amanti da tutte le parti e persino i suoi figli la sopportano poco. E Morgana, perfida, malvagia, ingannatrice e con anche lei un bell'amante buttato lì, odiata dal marito Urien, e ben disposta a sbarazzarsi della figlioletta Morgaine quando questa, dopo essere stata violentata, ha più bisogno di lei.
Ed ancora, Elaine, vanitosa, capricciosa che giace con Lancillotto attraverso un inganno solo per vendicarsi contro Ginevra (e poi se lo sposa) e che mette contro Lancillotto e Ginevra il figlioletto Galahad, anche lui insopportabile e saccente.
Non c'è nemmeno un personaggio che abbia una dignità di caratteristiche positive e negative (forse a parte la madre di Elaine) e che non vada d'accordo con Ginevra. Ci troviamo di fronte ad una netta dualità, come ho detto.
E quindi a volte il libro cade nel tipico "sono bella e tutti mi amano, ma i cattivi mi odiano perché sono troppo buona".
In generale il personaggio di Ginevra è molto intelligente (ho adorato la parte in cui si occupa delle truppe di Costantino) ed ha anche uno splendido rapporto con Artù (che non tradisce mai) e con Mordred.

Mary Stewart avrebbe approvato?
Prima di chiudere parlerò solo di un altro difetto. Ho trovato al parte finale del libro, quella che tratta della morte di Morgause e di Agravaine e company che trovano Lancillotto e Ginevra assieme, troppo simile a quella de Il giorno Fatale (Mary Stewart). Come nel Giorno Fatale abbiamo un Mordred di cui Artù si fida, abbiamo un Artù che lascia Mordred come reggente, abbiamo un Mordred che per evitare la profezia è pronto ad uccidersi, un Agravaine terribile che scopre Lancillotto e Ginevra che leggono assieme una lettera, Mordred che non partecipa alla retata ma viene coinvolto mentre tenta di fermarla, Mordred che spia sui giovani cavalieri e così via. Questa cosa non mi è piaciuta, anche perché il libro è stato scritto molto dopo quello di Mary Stewart.

In ogni caso, per finire, trovo che sia stata una lettura molto piacevole. I fatti si succedono velocemente senza lasciar spazio a troppo sentimentalismi ed a parte qualche difettuccio Ginevra si rivela un ottimo personaggio, né troppo debole né troppo "maschiaccio".
Inoltre vale la pena di leggerlo anche solo per Bedivere ed Artù.

Pagurometro


3/5